Cosa c’è da sapere sulle nuove regole europee anti greenwashing?
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Direttiva europea circa la responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde e suo recepimento italiano
L'Unione europea ha da tempo compreso l'urgenza di una normativa rispetto al tema della normazione delle asserzioni ambientali, comprendendo come l'impianto normativo definito dal Green Deal europeo del 2019 e concretizzato da numerosi atti legislativi che hanno agito sul tessuto industriale e finanziario non fosse sufficiente. Era necessario lavorare anche sui consumatori e sulla domanda, potenziandone la capacità decisionale in ottica di transizione verde tutelandone l'esposizione a pratiche sleali, ancora troppo frequenti.
Ancora oggi, infatti, il Greenwashing è all'ordine del giorno con l'utilizzo di una comunicazione ambientale scorretta ed ingannevole, che porta il consumatore a compiere scelte d'acquisto non consapevoli e a svantaggiare le imprese e i marchi che realmente lavorano con impegno per la propria sostenibilità.
Per questo nel 2024 è entrata in vigore la Direttiva europea 2024/825 volta alla responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde mediante il miglioramento della tutela delle pratiche sleali e dell'informazione, recepita in Italia con il Decreto Legislativo n. 30 del 20 febbraio 2026 che a partire dal 27 settembre 2026, renderà sanzionabile qualsiasi claim ambientale non a norma. Un impianto normativo rivoluzionario che genererà un impatto a cascata su tutto il mondo corporate e anche sul mondo finanziario, costruendo regole per un nuovo linguaggio regolamentato e uniforme.