Cooperativa di Comunità Corte di Rigoso

Il piccolo borgo che ha invertito il destino dello spopolamento

Rigoso (PR)

Nel cuore dell’Appennino, al confine tra Emilia, Toscana e Liguria, il borgo di Rigoso, con appena 28 abitanti, sembrava destinato allo spopolamento. Ma durante il lockdown del 2020, un gruppo di residenti ha deciso di reagire, fondando la Cooperativa di Comunità Corte di Rigoso. In pochi mesi riaprono alimentari e bar, creano lavoro stabile e costruiscono un modello economico autosufficiente che paga stipendi, fornitori e mutui in un contesto dove tutto stava chiudendo.

Da lì, il progetto si espande all’ospitalità turistica: nell’ex dogana nascono 4 camere che registrano oltre 1000 presenze nel 2022. Rigoso diventa così punto strategico per esplorare le Cinque Terre, la Garfagnana e le Alpi Apuane. Si introducono servizi come il noleggio bici elettriche e si pianifica l’ampliamento della ricettività con camere accessibili anche per persone con disabilità.

Parallelamente, la cooperativa avvia nuove attività agricole per la produzione di birra artigianale, rafforzando l’identità del territorio attraverso la valorizzazione dei prodotti locali: Parmigiano Reggiano, farine di castagne, eccellenze della Lunigiana e della Garfagnana. È la prima bottega ufficiale della Riserva MAB UNESCO, simbolo di un’economia circolare radicata nella storia e aperta al futuro.

Fondamentale il supporto di Emil Banca, che ha creduto fin da subito in questo progetto, dimostrando come la finanza cooperativa possa generare impatto reale nelle aree interne. A due anni dall’inizio, Rigoso non solo ha resistito allo spopolamento, ma è tornato a vivere. Con concretezza, visione e una comunità che ha deciso di restare e costruire.

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